Amplificatore monostadio con EL802
di Alberto Bellino.

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Questa volta, invece del progetto di un diffusore, vi voglio proporre uno schema di amplificatore SE particolare, l’unico veramente monostadio di cui io abbia notizia.

Voglio premettere che la mia specialità sono e rimangono i sistemi di diffusione acustica, in quanto in elettronica pura, sono piuttosto limitato, però l’ampli in questione non è un semplice esercizio di studio teorico, suona veramente bene e offre agli appassionati autocostruttori un circuito veramente diverso e particolare con cui cimentarsi.

Ma cosa vuole dire monostadio ? Nei circuiti SE, troviamo uno stadio pre, atto ad amplificare il segnale proveniente dalla sorgente in tensione, e uno stadio finale di potenza, atto ad amplificare il segnale proveniente dallo stadio pre in corrente, per poter pilotare in modo adeguato il sistema di trasduzione elettroacustica, ossia il diffusore collegato.

Quindi il segnale da amplificare deve attraversare due stadi, il che vuole dire due valvole, un condensatore di accoppiamento ( o un trasformatore ) e qualche componente passivo, tipo potenziometro e resistenze grid - stopper, spesso presenti sulle griglie delle valvole di entrambi gli stadi. Situazione peggiore si ha nei circuiti dove è necessario uno stadio intermedio o Driver, tra pre e finale, dove il segnale percorre tre stadi e maggiore quantità di componenti attivi e passivi.

Nel nostro circuito invece troviamo un solo stadio per l’amplificazione del segnale, in grado di elevare in corrente sufficientemente il segnale della sorgente per pilotare una coppia di diffusori e fornire una potenza di uscita di circa tre watt.

Il segreto di ciò, sta nel tipo di valvola utilizzato, la quale possiede un fattore di amplificazione talmente elevato da non necessitare di uno stadio pre e il solo voltaggio ( 2V p-p ) della sorgente è già sufficiente per ottenere il massimo livello di potenza di uscita, anzi in realtà è persino esuberante e quindi bisogna utilizzare un comune potenziometro in ingresso come regolatore di volume.

Qualcuno di voi si chiederà perchè nessuno non ci abbia mai pensato prima, e io gli risponderei che, secondo me , nessun progettista di elettroniche serio utilizzerebbe un pentodo di luminanza per televisori in bianco e nero, ormai desueto e di nessunissimo valore, per i suoi adorati progetti, ma io sono un’anima in pena e mi piace tentare quello che altri non tentano... provate per esempio a realizzare uno stadio pre a catodo comune, per pilotare una valvolina di potenza tipo EL84, con la sezione triodo della EABC80, poi mi direte se è proprio necessario usare le solite ECC83.

E poi la EL802, sebbene non sia una valvola audio, non ha una curva di guadagno anodico proprio malaccio e troppo lontano da alcuni pentodi di comune utilizzo, per cui visto il prezzo prossimo allo zero che queste valvole dovrebbero avere, un tentativo l’ho voluto proprio fare !

Quali sono i vantaggi di questo circuito ?

Semplice, l’estrema linearità strutturale, il prezzo esiguo dei componenti attivi, e soprattutto il fatto che il segnale della sorgente attraversa solo tre componenti : potenziometro volume, valvola e T.U.

Credo che meno di così non si possa proprio fare. Non ci sono condensatori di interstadio, trasformatori sfasatori, resistenze passive , niente altro se non i cavi e le saldature, se il potenziometro è di qualità, la valvola fa bene il suo lavoro e il T.U. non è proprio un pezzo di ferraglia, ci sarà ben poco che potrà deturpare il segnale della sorgente. Inoltre il potenziometro di ingresso si può eliminare se si possiede un Cdplayer con un efficace controllo del livello di uscita.

Ma allora questo è il miglior amplificatore al mondo ? No calma non scherziamo. Questo piccolo ampli va bene ed è paragonabile come risultato ai vari piccoli ampli che utilizzano valvoline tipo PCL/ECL82 e 86 o tipo 6CL6 o EL84, ma anche esso possiede grossi limiti di potenza di uscita e di dinamica sui bassi come tutti questi e un tasso di distorsione mediamente più alto dei colleghi a stato solido, in quanto non è stata prevista retroazione, perciò va bene per un impiantino con diffusori sensibili e sorgenti di livello adeguato ma non pretenzioso.

Il circuito ve lo propongo con una piccola chicca elettrica che vi sorprenderà : lo stadio di alimentazione, del tipo a pigreco resistivo, utilizza, invece della solita resistenza ceramica passiva frapposta tra i due elettrolitici di filtro, una resistenza attiva, ovvero una valvola raddrizzatrice tipo EZ80 o EZ81, con i due anodi in parallelo, dove invece che sfruttare la capacità dei due diodi di raddrizzare la corrente, se ne sfrutta solo la resistenza interna proprio come fosse una resistenza passiva, in quanto la EZ80 lavora con tensione continua, proveniente da un ponte di diodi a stato solido e da un condensatore elettrolitico di filtro.

Quali il vantaggi di questa scelta a prima vista stravagante ? molti : la valvola permette, all’atto dell’accensione dell’ampli, una salita della tensione di alimentazione anodica graduale e priva di sbalzi poiché inizia a condurre gradualmente, man mano che il suo filamento si riscalda, poi non si ha il grosso limite di utilizzare il primo condensatore di filtro piccolo, minore di 50 uF per non bruciare velocemente la raddrizzatrice, inoltre essa filtra bene il rumore di commutazione dei diodi a stato solido, e, essendo possibile porla fisicamente al di fuori del cabinet, evita di avere una grossa fonte di calore interna quale può essere una resistenza di filtro in ceramica o corazzata. Diciamo che essa si comporta come un ammortizzatore tra la sezione di alimentazione e quella utilizzatrice.

Se a qualcuno l’idea non piacesse e volesse realizzare un comune filtro con resistenza classica, basterà che ometta la raddrizzatrice e inserisca una resistenza di adeguato valore al suo posto, e per adeguato valore intendo abbastanza per avere 170 V circa all’anodo della EL802.

Ovviamente se avete quattro o cinque volt in più ( o in meno! ) dei 170 richiesti lasciate perdere e vivete tranquilli, l’ampli lavorerà lo stesso e in tutta sicurezza.

Non ci dovrebbero essere troppi problemi nel reperire la EL802, qualunque riparatore radio-tv ne potrebbe avere visto che erano valvole video per vecchi televisori e il prezzo di acquisto di simili valvole dovrebbe essere ormai ridicolo, mentre le EZ80/EZ81 si possono agevolmente trovare in ogni mercatino che si rispetti.

Ho volutamente lasciato la scelta tra la EZ80 e la EZ81 in quanto quest’ultima, più robusta, ha una minore resistenza interna e permette di guadagnare quei quattro -cinque volt in più utili nel caso (il mio ) che il trasformatore di alimentazione, sotto carico si “sieda” un poco e cali la tensione un po’ troppo. Sarebbe utile che vi procuraste tutte e due e, all’atto del collaudo dell’ampli, provaste le tensioni con entrambe le valvole, come ho fatto io e poi sceglieste quella che garantisce la maggior vicinanza al valore di 170V di tensione anodica, io nel mio circuito ne ho circa 166-167V.....

Lo schema dell’ampli è semplice e non è soggetto ad autooscillare, per cui qualsiasi appassionato lo potrà realizzare agevolmente, magari in alternativa a qualche amplificatoraccio a transistor made in Taiwan o ai soliti SE triti e ritriti che si trovano sulle riviste o sulla rete.


Buon lavoro da Alberto.


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