Jammy - Quasi monovia da stand

  Di Alberto Bellino.

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Il progetto del diffusore Jammy è stato pubblicato sul n°47 della rivista Costruire HIFI e, abbastanza stranamente, non ha particolare interesse da parte del pubblico. Peccato, poiché il diffusore possiede caratteristiche molto interessanti e notevoli potenzialità sonore, per cui ho ritenuto utile riproporlo al pubblico audiofilo nella speranza che venga maggiormente valorizzato

Jammy è un diffusore da stand di dimensioni mediopiccole ( circa 16 litri ) caricato in bass reflex con doppio condotto anteriore. Monta una coppia di largabanda biconici Monacor SPH-60/X da 8 ohm in parallelo, per cui il diffusore è un 4 ohm nominali.

La peculiarità di questo progetto sta nel fatto che su di uno dei trasduttori è stata montata una cella R-L-C in funzione di eliminabanda smorzata del primo ordine elettrico, atta a ridurre l'emissione dell'altoparlante posto in basso nella gamma che va dai 250 ai 5000 Hz, quindi su la quasi totalità delle frequenze medie.

Questo perché in questo modo si può contare su di una doppia emissione dei trasduttori sulle basse e sulle alte frequenze, ovvero dove la loro emissione è più debole, a causa del piccolo diametro di emissione e dalla assenza di un vero e proprio tweeter.

In questo modo si può controllare efficacemente l'emissione sulle frequenze medie e allineare ad essa la gamma bassa e acuta. Si può semplicisticamente dire che Jammy possiede due woofers, due tweeters e un solo midrange.

La cella R-L-C un Q limitato ( circa 0,40 ) per cui la sua azione è molto progressiva e poco evidente, effettua una attenuazione della risposta a partire dai 250 Hz circa e, molto blandamente, continua ad attenuare fino ad arrivare al massimo di -5 dB a circa 1500 Hz per poi risalire e diventare inattiva intorno ai 8-9 KHz, ma già a 5 KHz la sua azione è praticamente nulla.

Per quanto riguarda la gamma bassa, il diffusore è accordato intorno al valore di VAS della coppia di altoparlanti alla loro frequenza di risonanza, per cui è un accordo poco smorzato, adatto a trasduttori dal potente gruppo magnetico ( smorzati elettricamente ) obbligatorio se si vuole ottenere un basso corposo da un piccolo bicono. La contropartita è una più ridotta tenuta in potenza, ma, accordare gli altoparlanti alla loro Fs, vuole dire anche ottenere parametri realizzativi di progetto molto precisi ( il parametri di T-S sono SEMPRE ).

La cella utilizza componentistica standard, e il diffusore è stato realizzato ( il mio esemplare ) in MDF da 19 mm.

Il Monacor SPH-60 X è un piccolo altoparlante ben congegnato, possiede una risposta molto regolare e una notevole cedevolezza meccanica, caricato dal reflex esibisce un basso potente e profondo paragonabile ad un woofer puro di pari diametro, una gamma media sostanzialmente neutra e una gamma acuta leggermente eufonica ma poco affaticante. La timbrica è quindi calda e abbastanza dettagliata e, grazie alla sensibilità superiore ai 90 dB, si lascia facilmente pilotare da ampli poco potenti, a patto che essi lavorino agevolmente su di un carico di 4 ohm.

Il diffusore era presente anche alla Convention scorsa di Campogalliano (MO), visibile su questo sito.

Consiglio vivamente la realizzazione di questo diffusore poiché le sue caratteristiche lo rendono universalmente adatto alla maggioranza degli impianti HIFI di livello economico e medio, e agli impianti Audiovideo, dove la riproduzione del parlato assume un significato importante, con una modesto impegno economico e di montaggio.